Cosa fanno i Comuni e l'Unione - Unione dei Comuni della Bassa Romagna

Vai ai contenuti principali
 
 
Sei in: Home » Guida ai Servizi » Ambiente e Verde » Animali infestanti » Lotta alle zanzare » Cosa fanno i Comuni e l'Unione  

Guida ai Servizi

 

Cosa fanno i Comuni e l'Unione

Al fine di condividere strategie comuni  di lotta per contrastare la diffusione di questo fastidioso insetto la Regione Emilia Romagna adotta ogni anno il Piano R egionale   di S orveglianza e C ontrollo delle A rbovirosi  che prevede una strategia della prevenzione fondata sui seguenti cardini:

1) sorveglianza entomologica e lotta alla zanzara, perseguendo la massima riduzione possibile della densità di popolazione delle zanzare;

2) individuazione più precoce possibile dei casi umani d’importazione per attuare immediatamente le misure di controllo finalizzate a impedire la trasmissione del virus;

3) implementazione di misure per prevenire la trasmissione di queste infezioni attraverso altre vie quali le donazioni di sangue, organi, tessuti e cellule staminali emopoietiche e quella sessuale.

Il Piano Regionale Arbovirosi  è il risultato di un confronto tra istituti scientifici regionali con organismi sanitari nazionali  ed  internazionali e contiene le indicazioni operative e tecniche per strutturare il sistema regionale - attraverso la definizione di ruoli e competenze dei soggetti istituzionali coinvolti nella realizzazione del Piano - e mantenere elevato il livello di controllo dall'infestazione da insetti vettori di malattie da arbovirosi.

I contenuti ed i dettagli delle attività sopra descritte possono essere visualizzati al seguente link Piano Regionale Arbovirosi.

I Comuni dell’Unione , oltre ad implementare le proprie attività sulla base delle indicazioni della Regione.

- aderiscono al protocollo operativo con i Comuni della Provincia di Ravenna e l’AUSL  per la realizzazione coordinata delle azioni previste dal Piano Regionale al fine di rendere omogenee nel territorio provinciale tutte le attività connesse alla sorveglianza ed ai trattamenti contro le zanzare;

- definiscono il modello organizzativo  dei nove Comuni e le linee guida riguardanti gli interventi di lotta alla zanzara per sospetta/accertata presenza di virus e per la verifica delle segnalazioni dei cittadini.

L’Unione dei Comuni organizza per i 9 Comuni della Bassa Romagna, nell'ambito del quadro di riferimento sopra descritto – le attività ordinarie di lotta al vettore e le attività straordinarie in caso di emergenze sanitarie.

 

ATTIVITA’ ORDINARIE

1) controllo periodico e trattamenti larvicidi  in canali, aree allagate,  scoli e  fossati nel periodo maggio-ottobre e per una fascia di 2 km intorno ai 9 Capoluoghi e alle 26 frazioni (oltre 520 punti monitorati)

2) trattamenti larvicidi periodici nelle caditoie/ bocche di lupo stradali e in quelle collocate in strutture di pertinenza comunale nel periodo maggio-ottobre (oltre 58.000 pozzetti presenti);

3) controllo di qualità  delle attività di disinfestazione condotte sul suolo pubblico attraverso un’unica convenzione per i 18 Comuni della Provincia di concerto con AUSL;

4) partecipazione alla rete di monitoraggio mediante ovitrappole  con i 18 Comuni della Provincia/AUSL;

5) disponibilità diprodotto larvicida a i cittadini  per il trattamento delle aree private – oltre 7300 confezioni/anno distribuite in oltre 20 banchetti/10 punti URP o con volontari mediante sistema “porta a porta” in alcune zone del territorio e collaborazione con le farmacie del territorio per rendere disponibili prodotti larvicidi a prezzo calmierato (7 farmacie nel 2019);

6) eventuali trattamenti adulticidi in siti sensibili  (es scuole, parchi con giochi etc) previo parere favorevole dell’AUSL ma solo in caso di infestazioni particolarmente intense accertate in quanto questo tipo di trattamento deve essere considerato eccezionale e limitato a pochi casi (sono 628 i siti sensibili censiti in Bassa Romagna);

7) utilizzo di gambusie  nei focolai permanenti con acque chiuse (es nei seminterrati allagati di cantieri abbandonati);

8) nei cimiteri  disponibilità di prodotto larvicida per l’acqua dei fiori freschi e di sabbia per i fiori finti/secchi (27 cimiteri);

9) disponibilità di una WEB APP  con censimento e georeferenziazione di pozzetti, caditoie, scoli, fossati, aree bagnate etc da monitorare e trattare;

10) emissione di ordinanze  per la gestione corretta delle aree private e delle aree periodicamente allagate;

11) controll o delle aree private con la Polizia Locale  (oltre 100 sopralluoghi per ogni stagione estiva) e con l’AUSL per verifiche di segnalazioni/esposti;

12) campagne di sensibilizzazione rivolte ad alcune particolari categorie come i gestori degli orti, dei cimiteri, gli amministratori di condominio, gli enti territoriali, gli ordini professionali, gli operatori dei servizi educativi etc;

13) campagne informative per la cittadinanza  nei siti Web/FB, con distribuzione di materiale (manifesti, volantini, depliant) ed organizzazione di incontri;

14) progetti didattici con le scuole  attraverso il CEAS Bassa Romagna (circa 13 classi/anno).

 

A TTIVITA’ STRAORDINARIE IN CASO DI EMERGENZE SANITARIE  

Il Piano R egionale di S orveglianza e C ontrollo delle A rbovirosi  prevede, attraverso un’articolata organizzazione:

-  un sistema di sorveglianza sanitaria dei casi umani di Chigungunya, Dengue e Zika virus  per individuare tempestivamente i casi sospetti d’importazione (persone sintomatiche che rientrano da un Paese ove queste malattie sono endemiche o epidemiche);

- un sistema di sorveglianza integrata entomologica, veterinaria e umana con riferimento alla circolazione di West Nile e Usutu Virus  che consente il rilevamento precoce della circolazione del virus nel territorio e la stima del rischio sanitario associato, oltre all’individuazione dei casi umani anche in persone che hanno effettuato un viaggio in aree in cui la malattia è endemica o ha fatto la sua comparsa;

I contenuti ed i dettagli delle attività sopra descritte possono essere visualizzati al seguente link Piano Regionale Arbovirosi

 

Chigungunya, Dengue e Zika virus –  come si interviene

Dal 1° maggio al 31 ottobre, quando si è in presenza di un caso anche solo sospetto di Dengue, Chikungunya o Zika viene attivato – entro 24 ore dalla segnalazione dell’AUSL  - un protocollo straordinario che prevede una disinfestazione articolata in tre fasi con la seguente successione ottimale :

a) adulticidi in orario notturno in aree pubbliche e per tre notti consecutive;

b) adulticidi, larvicidi e rimozione dei focolai limitatamente alle aree private (porta a porta) che ricadono nell’area individuata da disinfestare ;

c) contestuale trattamento larvicida di nelle tombinature pubbliche.

L’area da disinfestare, in caso di singola segnalazione , corrisponde di norma, a un cerchio di raggio pari a 100 metri  dall’abitazione ed eventualmente da altri luoghi dove il soggetto ammalato ha soggiornato. In aree a scarsa densità abitativa la zona da disinfestare va ampliata a un cerchio di raggio pari a 200 metri .

In caso di cluster  la dimensione dell’area in cui eseguire il protocollo straordinario è definita da un raggio di 300 metri.

Il Dipartimento di Sanità Pubblica dell’AUSL valuta la dimensione dell’area da sottoporre a trattamento di disinfestazione straordinaria.

Il protocollo di disinfestazione straordinario deve essere attivato dall’Unione entro 24 ore dalla segnalazione dell’AUSL ma se il caso non viene confermato (esito negativo) dal le analisi del  Laboratorio  di Riferimento Regionale – CRREM di Bologna all’AUSL) l’esecuzione del protocollo straordinario non viene avviata o si interrompe.

L’Unione dei Comuni per identificare l’area di intervento in caso di emergenze sanitarie utilizza il sistema informativo territoriale WEBSIT - progetto EM ER GE del Servizio Protezione Civile UCBR - che consente, tracciato un raggio ad es di 100 metri, di individuare residenti e proprietari di immobili che si trovano all’interno dell’area considerata. Polizia Locale/ai volontari di Protezione Civile , informano le famiglie/imprese coinvolte dall’intervento di disinfestazione straordinaria al fine dell’adozione delle misure di sicurezza necessarie.

Per ulteriori info sulle misure di sicurezza è possibile consultare le FAQ 

 

West Nile, Usutu virus  –  come si interviene

Considerando il complesso ciclo biologico che caratterizza la circolazione di WNV al fine di un efficace controllo delle forme neuroinvasive d’infezione da questo virus, viene attivata nel territorio regionale una sorveglianza integrata entomologica, veterinaria e umana  che consente di definire l’area e la gradualità delle azioni di prevenzione e controllo sulla base dei livelli di rischio previsti dal Piano Regionale Arbovirosi.

Se la Regione comunica che la sorveglianza integrata indica la circolazione di West Nile Virus nell’area (livello di rischio 2), l’Unione oltre a proseguire con le ordinarie attività :

- effettuainterventi straordinari preventivi con adulticidi  qualora sia in programma una manifestazione organizzata dal Comune/dall’Unione che comporti il ritrovo di molte persone (come le manifestazioni soggette a valutazione della commissione pubblico spettacolo con

partecipanti superiori alle 200 unità) nelle ore serali in aree all’aperto non interessate dalla disinfestazione ordinaria  preventiva con larvicidi;

- dispone la necessità di effettuare tali interventi straordinari preventivi con adulticidi  anche agli enti/ai privati che organizzano manifestazioni con le medesime caratteristiche;

- potenzia gli interventi comunicativi  incentrati sull’opportunità di proteggersi da punture delle zanzare Culex, vettori del virus WN;

Se la Regione comunica un livello di rischio 3) oltre a quanto previsto nel caso di livello di rischio 2), è richiesta anche l’effettuazione di interventi straordinari preventivi con adulticidi  nei luoghi ove le persone più suscettibili si concentrano, quali ad es strutture socio assistenziali, ospedali, previa verifica della densità di infestazione.

 

Il Piano Regionale di Sorveglianza e Arbovirosi definisce i ruoli e le competenze dei soggetti istituzionali coinvolti nell’attuazione del Piano: Regione Emilia-Romagna, Istituto Zooprofilattico, Arpae, Centro Regionale Sangue, Centro Regionale Trapianti, Laboratorio Creem, Dipartimento di Sanità Pubblica dell’AUSL e Comuni.

 

Per ulteriori informazioni è possibile contattare gli uffici relazioni con il pubblico dei Comuni.

 

 

Aggiornamento 24/07/2019

 

 

Servizi per fasce d'età e di interesse

 
 

Come fare per

 
 
Esprimi il tuo parere sulla pagina
 
 
Il contenuto di questa pagina risponde alle tue aspettative*
Si
No, e ti dico il perchè
 
Dettagli
 
Nome e cognome