Campi elettromagnetici - Unione dei Comuni della Bassa Romagna

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Campi elettromagnetici

Sulla Terra è da sempre presente un fondo elettromagnetico naturale, le cui sorgenti principali sono la terra stessa, l’atmosfera ed il sole, che emette radiazioni infrarossa, luce visibile e radiazione ultravioletta. Gli esseri viventi hanno da sempre convissuto con tali radiazioni, evolvendosi in modo da adattarsi ad esse, proteggersi o utilizzare al meglio questi agenti fisici.

Al naturale livello di fondo si è poi aggiunto, al passo con il progresso tecnologico, un contributo sostanziale dovuto alle sorgenti legate alle attività umane. L’uso crescente delle nuove tecnologie, soprattutto nel campo delle radiotelecomunicazioni, ha infatti portato, negli ultimi decenni, ad un continuo aumento della presenza di sorgenti di campi elettromagnetici (cem), rendendo la problematica dell’esposizione della popolazione a tali agenti di sempre maggiore attualità
Termini come inquinamento elettromagnetico o elettrosmog, benché usati in modo improprio, compaiono frequentemente tra le notizie riportate dai mezzi d’informazione e sono motivo di forte preoccupazione per l’opinione pubblica, sia per la rapida crescita del numero delle sorgenti, sia per l’assenza di una percezione acustica, olfattiva e visiva del fenomeno propagativo e di conoscenze certe in merito ai possibili effetti a lungo termine dei campi elettromagnetici sulla salute umana. L’elettrosmog è una forma anomala di inquinamento ambientale, poiché non si ha una vera e propria "immissione" di sostanze nell’ambiente: gli agenti fisici implicati (campi elettrici, magnetici ed elettromagnetici) sono presenti solo finché le sorgenti che li hanno generati rimangono accese e non danno luogo a processi di accumulo nell’ambiente.

Tra le principali sorgenti artificiali di campi elettromagnetici nell’ambiente vanno annoverati gli apparati per il trasporto e la distribuzione dell´energia elettrica o elettrodotti, costituiti da linee elettriche ad altissima, alta, media e bassa tensione, da centrali di produzione e da stazioni e cabine di trasformazione dell´energia elettrica, che producono campi detti a bassa frequenza  e gli impianti per radiotelecomunicazione, che generano campi ad alta frequenza  e comprendono i sistemi per diffusione radio e televisiva, gli impianti per la telefonia cellulare o mobile o stazioni radio base, gli impianti di collegamento radiofonico, televisivo e per telefonia mobile e fissa (ponti radio) ed i radar.

In ambiente domestico e negli ambienti di vita, soprattutto nelle immediate vicinanze degli utenti, sono comuni sorgenti di campi elettromagnetici anche i dispositivi ad alimentazione elettrica (elettrodomestici, computers) ed i telefoni cellulari.

Recentemente si sta assistendo ad una forte innovazione tecnologica , con lo sviluppo dei nuovi sistemi a tecnologia digitale, sia per la diffusione radiotelevisiva, sia per la telefonia mobile e fissa. Nonostante la rapidità dell´evoluzione tecnologica, i provvedimenti normativi assunti negli ultimi anni, sia a livello nazionale che a livello regionale, hanno portato ad una regolamentazione più efficace della materia e di conseguenza le Agenzie Regionali per l´Ambiente (Arpa) operanti sul territorio effettuano attività di controllo sempre più estese e sistematiche sulle sorgenti implicate.

I Comuni della Bassa Romagna aderiscono tutti al Protocollo con Arpa (ora ARPAE) e la Provincia di Ravenna per il Monitoraggio e la Prevenzione dell'inquinamento elettromagnetico e per il monitoraggio della qualità dell'aria nel territorio provinciale con l'ausilio del Laboratorio Mobile.

 

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