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26 luglio 2008 - Bagnacavallo: Videocoferenza attivata dalla Protezione Civile della Bassa Romagna tra Prt di Herat e l'Ospedale Civile S. Orsola

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La Protezione Civile della Bassa Romagna e il Prt (Provincial Rec Team) di Herat hanno attivato giovedì 24 luglio una videoconferenza tra l'ospedale Sant'Orsola di Bologna e la base dell'Esercito Italiano a Herat per mettere in collegamento audiovideo con i familiari Nazifa, la bimba afgana di sei anni giunta in Italia una decina di giorni fa per poter curare una grave forma di linfoma.

Da una parte c'erano il responsabile della Protezione Civile, Roberto Faccani, e i suoi specialisti delle comunicazioni (Ari-radioamatori di Bagnacavallo), dall'altra il colonnello Giuseppe Levato, comandante del 66° Reggimento Aeromobile di Forlì che guida la missione italiana di ricostruzione nella provincia di Herat, e il maggiore Versistiano Traversi, responsabile del Cimic Centre, unità multinazionale specializzata nella cooperazione civile-militare, assieme ai rispettivi collaboratori.

Realizzare tecnicamente il collegamento è stato relativamente agevole, nonostante le difficili condizioni infrastrutturali afgane e i cinquemila chilometri di distanza, mentre più complicato è stato radunare la famiglia di Nazifa che, dedita alla pastorizia, abita in un villaggio distante 80 chilometri da Herat, e per raggiungere la città impiega quasi una giornata attraverso deserti e montagne.
Per i familiari afgani, che a malapena conoscono il telefono, è stato quasi un miracolo vedere Nazifa dopo la partenza da Herat per un luogo a loro assolutamente sconosciuto. Si è parlato ovviamente delle condizioni di salute della bimba ma anche del gregge di 50 pecore del padre che garantisce la sussistenza dell'intero nucleo familiare.
In chiusura del collegamento è stata Nazifa ad avere parole rassicuranti per i genitori: «Mamma - ha rassicurato - stai tranquilla; tornerò presto così potrò finalmente aiutarti per far crescere i miei (sette, ndr) fratellini».
La bimba afgana dovrà rimanere almeno sei mesi ricoverata presso l'Oncoematologia del Sant'Orsola dove i sanitari le stanno prestando cure che si spera le possano restituire una vita normale. Le spese per la degenza sono a carico della Regione.
Il responsabile della Protezione Civile aveva conosciuto Nazifa il mese scorso durante una ricognizione a Herat per mettere a punto una nuova fase del progetto della Regione Emilia-Romagna sulla cooperazione sanitaria a favore della sanità pubblica afgana. Il padre di Nazifa si presentò infatti a uno degli ambulatori mobili che l'Esercito Italiano ha istituito per prestare assistenza sanitaria alla popolazione civile con la figlia che stava male e pesava soltanto tredici chili. Il linfoma al collo, spesso, le rendeva difficile anche respirare. Viste le condizioni di salute della bimba, si decise perciò di farla venire in Italia.
Gli ambulatori mobili dell'Esercito a Herat ricevono centinaia di visite alla settimana per bambini, donne e anziani che per avere aiuto vengono da villaggi molto distanti dalla città.
Anche la Protezione Civile della Bassa Romagna, grazie alle donazioni dell'Ausl di Bologna, dell'ospedale di Loiano e della Cronosan di Cotignola, di farmacie e privati cittadini ha contribuito alla realizzazione di tali presidi sanitari. Nel mese di agosto è prevista un'azione di supporto per l'allestimento di un ambulatorio mobile attendato che consenta ai sanitari dell'esercito di fornire assistenza medica anche nelle località desertiche.

 
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