Verso un nuovo sistema di raccolta dei rifiuti - Unione dei Comuni della Bassa Romagna

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Verso un nuovo sistema di raccolta dei rifiuti

Convegno-rifiuti-27-gennaio-2016

 

Giovedì 27 gennaio , all’auditorium delle scuole medie di Alfonsine si è tenuto il convegno dedicato al futuro della raccolta rifiuti, per approfondire le finalità della nuova normativa regionale per la Bassa Romagna.

 

Sono intervenuti Fausto Pecci , responsabile della direzione Servizi ambientali area Romagna di Hera Spa e Andrea Casadio , responsabile del Servizio presidio gestione rifiuti urbani Romagna Atersir. L’introduzione è stata affidata a Paola Pula , sindaco referente per l'Ambiente dell'Unione dei Comuni della Bassa Romagna, mentre le conclusioni sono spettate a Paola Gazzolo , assessore all’Ambiente della Regione Emilia-Romagna. Ha coordinato la serata Mauro Venturi , sindaco di Alfonsine e referente per il Bilancio dell’Unione dei Comuni della Bassa Romagna.

 

In sintesi sono stati presentati l'ambito di riferimento legislativo, i dati di raccolta attuali del gestore Hera e la funzione di Atersir; è stata argomentata la scelta del nuovo modello di raccolta, che andrà a gara e che riguarderà l'intero territorio della provincia e oltre, aderente alla legge 16/2015 e al piano regionale dei rifiuti adottato lo scorso 8 gennaio 2016 ispirato alla direttiva comunitaria che mira a ridurre l'impatto dei rifiuti in cinque fasi: prevenzione, riutilizzo, riciclaggio, recupero energia e smaltimento in discarica.

 

"Abbiamo organizzato questo incontro allo scopo di avviare un confronto con i cittadini e il mondo dell'impresa per governare gli impatti della scelta e per favorire le azioni virtuose e incentivanti - ha detto Paola Pula - solo in questo modo potremo costruire una società che veda finalmente il rifiuto come una risorsa, riducendo progressivamente il ricorso alla discarica fino all’obiettivo della discarica zero , rendendo sempre più residuale anche l’incenerimento. Il nostro territorio gode di vari plus: oltre 60 per cento di raccolta differenziata (obiettivo dell’Unione dei Comuni della Bassa Romagna entro il 2020: 79%), con un buon utilizzo dei 10 centri di raccolta, buona qualità dell'organico ma anche una grande quantità di rifiuti, un porta a porta poco esteso e - caratteristica dei nostri territori - una grande quantità di verde e potatura”.

 

“La scelta di questo sistema verso la domiciliarità tiene conto delle caratteristiche dei nostri territori e favorisce una omogeneità, per tutto il territorio a gara, di azioni per un miglior governo nella gestione dei rifiuti, introducendo la tariffa puntuale ispirata al principio di ‘chi inquina paga’ - conclude Paola Pula - ed è la sfida dei prossimi anni: ridurre in maniera sostanziale la produzione dei rifiuti, specie se indifferenziato, e massimizzare il recupero di quelli prodotti, che si dovrà sviluppare, in coerenza con le politiche europee in tema di rifiuti che individuano nella società del riciclo l’obiettivo cui puntare”.

 

“Ridurre la produzione dei rifiuti può consentire una maggior tutela delle risorse naturali ed un corretto sviluppo socio-economico che deve necessariamente fondarsi sull’equilibrio fra l’utilizzo e la disponibilità di risorse naturali - ha dichiarato Paola Gazzolo , assessore all’Ambiente della Regione Emilia-Romagna -. Infatti oggi l’economia ha incrementato in pochissimo tempo la capacità di uso delle risorse naturali facendo percepire concretamente i limiti della loro disponibilità. Integrare l’attuale sviluppo socio-economico con questi concetti significa dover utilizzare, nel breve e medio periodo, i rifiuti in sostituzione di materie prime e, nel lungo periodo, favorire l’efficienza dei processi industriali, riducendo la produzione di rifiuti per unità di prodotto. L'intero territorio regionale ha un sistema di pianificazione consolidato e quindi il Piano Rifiuti si inserisce in un contesto strutturato ed evoluto che deve esprimere politiche capaci di agire in maniera sinergica integrando i contenuti ambientali presenti nelle diverse politiche pubbliche quali quelle in materia di trasporti, di energia, di agricoltura e di rifiuti. In conclusione le sfide che il Piano regionale si pone in coerenza con le indicazioni dettate dalle normative europee e statali potranno essere raggiunte solo in una prospettiva di responsabilità condivisa tra tutti i soggetti coinvolti, dagli enti gestori al mondo imprenditoriale, dalle istituzioni ai cittadini”.

 

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