2014-2019: Rendiconto di fine mandato, l'Unione dei Comuni della Bassa Romagna in numeri - Unione dei Comuni della Bassa Romagna

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2014-2019: Rendiconto di fine mandato, l'Unione dei Comuni della Bassa Romagna in numeri

“In questi cinque anni si è lavorato per rendere il territorio della Bassa Romagna un territorio accogliente, accessibile e in grado di dare risposta alle aspettative di famiglie e imprese” : con queste parole i sindaci dell’Unione dei Comuni della Bassa Romagna iniziano la presentazione dei risultati di fine mandato, svolta giovedì 21 febbraio nella Sala del Consiglio della Rocca di Lugo.

 

“Sono stati anni di intenso lavoro e crediamo che i risultati siano significativi dell’impegno profuso - ha sottolineato il presidente Luca Piovaccari  con delega ad Attività economiche, Comunicazione e Politiche europee -. Spetterà ai cittadini dare un giudizio su quello che abbiamo fatto, ma una cosa possiamo dirla: ci siamo sempre assunti le nostre responsabilità, senza mai esimerci dal prendere decisioni, anche quando queste andavano contro l’immediato consenso, in un’ottica di amministrazione del territorio capace di andare oltre gli interessi di parte. Il lavoro fatto in giunta in questi cinque anni è sempre stato collegiale e ha coinvolto tutte le realtà del territorio, dalle associazioni economiche agli ordini professionali, dai sindacati alle scuole. Negli anni di mandato abbiamo lavorato molto sull’integrazione della comunicazione tra Comuni e Unione, decidendo di investire anche sulla comunicazione sui social network, che ci ha permesso di entrare in contatto con le generazioni più giovani, oltre alle misure e ai finanziamenti a favore delle imprese e per favorire l’accesso al credito dei Consorzi fidi. Inoltre, in questi anni abbiamo voluto rinnovare Bassa Romagna in Fiera, la biennale dedicata ad agricoltura, artigianato, industria e commercio che ha assunto sempre di più una dimensione basso romagnola. Infine, abbiamo coinvolto e lavorato insieme alle reti d’impresa per rendere ancora più attrattivo il territorio”.

 

Le linee di mandato 2014-2019 hanno definito tre assi strategici : attrattività, sostenibilità, innovazione.

 

L’asse strategico dell’attrattività  include tutti gli aspetti legati alla qualità della vita: relativamente alle attività economiche , sono stati erogati oltre 1,5 milioni di contributi alle imprese dal 2014 a oggi, 921mila euro per sostenere l’accesso al credito dei consorzi e delle cooperative di garanzia, 10 milioni di euro di finanziamenti agevolati grazie alle condizioni previste dal contratto di tesoreria; 100mila euro sono stati invece destinati a piccole e medie imprese del commercio, dell’artigianato, di servizio alla persona e di produzione e pubblici esercizi (a questi si aggiungono 18mila euro per quegli esercizi che dismettono apparecchi da gioco d’azzardo); sono stati investiti 300mila euro per la connessione delle aree produttive alla banda ultra larga.

U-Start, l’incubatore della Bassa Romagna, ha avviato 25 start up (con un tasso di sopravvivenza del 90%) e creato 30 posti di lavori negli ultimi due anni. Oltre all’incubatore, è stato realizzato anche un “fab lab”, dove gli appassionati di informatica ed elettronica possono collaborare, sperimentare e dare vita a creazioni innovative.

Il Suap, lo Sportello unico per le attività produttive, ha registrato tempi medi dei procedimenti ben al di sotto dei termini di legge: 65 giorni per il rilascio di autorizzazioni (contro 90 previsti dalla legge), 30 giorni per le concessioni di suolo pubblico (60 giorni previsti dalla legge), 20 giorni per l’apertura di medie e grandi strutture di vendita (90 giorni previsti dalla legge).

Al 2018 sono il 56% le procedure completamente digitalizzate e solo il 18% quelle cartacee, mentre il 26% sono avviate tramite Pec.

Attenzione anche al Welfare, alle Politiche sociali e all’educazione . L’Unione dei Comuni della Bassa Romagna conta sul territorio 38 servizi educativi 0-3 anni e 30 scuole dell’infanzia. Inoltre, per i servizi educativi sono stati spesi ogni anno 13 milioni di euro, con 538 bambini che usufruiscono del trasporto scolastico, 5.378 di alunni che frequentano la mensa scolastica per un totale di 770mila pasti erogati ogni anno. Nel corso degli ultimi 5 anni, inoltre, sono aumentati i tassi di frequenza ad asili nido (37,13%), scuole dell’infanzia (94,78%) e scuole superiori (94,75%). Non sono mancati le attività del Centro per le famiglie e i progetti di educazione all’aperto per i nidi e le scuole dell’infanzia, a cura del Coordinamento Pedagogico, in collaborazione con il Ceas. Per quanto riguarda il Welfare, dal 2014 si sono contati 29mila accessi annui agli Sportelli sociali. Numerose anche le attività di contrasto alla povertà: 1.822 famiglie sono state sostenute dai servizi sociali con il coinvolgimento di 19 associazioni di volontariato e 78.446 kg di cibo raccolti e distribuiti. A sostegno delle fragilità sono stati messi a disposizione 142 posti di centro diurno per anziani e disabili, 487 posti letto in casa di riposo e 1.105 assistenze domiciliari per anziani e disabili. Per contrastare la violenza sulle donne  il Servizio sociale ha inoltre portato avanti azioni integrate con i centri anti violenza del Distretto e della Provincia, con le associazioni di volontariato e le istituzioni pubbliche per la costruzione di progetti innovativi a tutela delle donne maltrattate e dei loro figli.

Dal 2014 l’Unione dei Comuni della Bassa Romagna ha sostenuto la promozione e l’attrattività del suo territorio  con nuove strategie di valorizzazione che hanno interessato cultura, economia e politiche giovanili che hanno portato un aumento del 20% di turisti. La Bassa Romagna è ad esempio entrata a fare parte di Destinazione turistica Romagna, nuovo contenitore per promuovere in modo integrato il territorio. Inoltre, i visitatori di Expo Milano 2015 hanno potuto ammirare il set cinematografico allestito grazie al progetto “Bassa Romagna: delizie per viaggiatori buongustai”. Per promuovere le eccellenze del territorio negli ultimi anni è stata anche ideata una nuova campagna di promozione e comunicazione: “#BassaRomagnaMia” e Dora l’azdora hanno raccontato il territorio attraverso i suoi eventi con migliaia di copie distribuite in diversi punti tra entroterra e riviera; nel 2018 è stato lanciato “Terrena. Tracciati di land art”, festival che punta a far scoprire le bellezze del territorio e le sue peculiarità attraverso opere di land art ed eventi a esse collegati. Giovani al centro dei progetti dell’Unione con Eroi d’impresa (65 classi, 1.625 ragazzi e 42 imprese coinvolti in 5 anni), la web radio della Bassa Romagna Radio Sonora (15 ore di programmi realizzate dai ragazzi, 60 trasmissioni in onda e più di 23mila podcast scaricati all’anno), Ingranaggi Festival (venti concerti realizzati in altrettante imprese), Volontari all’arrembaggio per la promozione della cultura del volontariato, i progetti per la legalità e il Servizio civile che ha coinvolto 44 volontari. Infine, l’Unione si è anche aperta all’Europa con la creazione di un ufficio dedicato alla progettazione europea, il progetto Energy@School, di cui l’Unione dei Comuni della Bassa Romagna è capofila, Bassa Romagna Experience e la nascita della Rete dei Gemellaggi dei Comuni.

 

Per quanto riguarda l’asse strategico della sostenibilità , dedicato alle politiche per l’ambiente, la sicurezza e la semplificazione, i progetti messi in atto dall’Unione nei cinque anni di mandato hanno riguardato diversi aspetti. Il progetto “Futuro Green” ha permesso la consegna di 100 targhe per gli edifici riqualificati, 300 professionisti e imprese che utilizzano il marchio green grazie ai corsi di formazione attivati e 50 milioni di euro di finanziamento agevolati per favorire il recupero edilizio, il risparmio energetico e il miglioramento sismico degli edifici. Per gli studenti delle scuole della Bassa Romagna ci sono invece i progetti “Generazione Futuro Green” che ha previsto laboratori scientifici in undici scuole a cura di 48 genitori, 39 studenti e sette docenti, “Spegniamo lo spreco… accendiamo il risparmio”, Energy Clip, Riciclandino, Studenti contro la zanzara tigre e Naturalmente in Bassa Romagna. Inoltre “M’illumino di Meno” ha proposto ogni anno appuntamenti in tutti i Comuni dedicati al risparmio energetico e alla sostenibilità. Ottimi risultati per il Piano di azione per l’energia sostenibile  (Paes) della Bassa Romagna, che ha visto un aumento del 16,3% della produzione di energie rinnovabili e una riduzione del 28,2% delle emissioni, risultati al di sopra degli obiettivi nazionali e regionali. Sempre a proposito di ambiente, sono stati investiti 3.065.000 di euro per la pubblica illuminazione ed è stata raggiunta una percentuale media di raccolta differenziata nei nove Comuni dell’Unione pari al 60,79%. È inoltre in corso la nuova gara per l’affidamento della gestione dei rifiuti, che prevede un impegno sempre maggiore per l’incentivazione della raccolta differenziata e per il potenziamento della raccolta porta a porta. Per quanto riguarda la rigenerazione e semplificazione , sono stati adottati il Piano Strutturale InterComunale, il nuovo Regolamento Urbanistico Edilizio, il Piano Energetico InterComunale, lo Sportello Unico dell’Edilizia e il Tavolo della Semplificazione per ridurre i tempi dei procedimenti, la pianificazione urbanistica equilibrata e omogenea del territorio e la semplificazione delle procedure. Con la revisione degli strumenti urbanistici Psc e Rue sono stati sottratti all’edificabilità 600 ettari di suolo. Infine, la sicurezza . Nel 2018 è stato firmato dai sindaci dell’Unione e dalla Prefettura di Ravenna il Patto per la sicurezza, un impegno concreto per l’eliminazione delle aree di degrado urbano e l’illegalità. Per il controllo del territorio è stato realizzato un unico impianto di videosorveglianza centralizzato con 240 punti di ripresa e 17 varchi di rilevazione dei transiti. È inoltre aumentato il presidio del territorio con 87.623 ore di attività operative della Polizia locale svolte nel 2018 e non sono mancate le cooperazioni con le realtà cittadine, grazie a 34 gruppi di controllo del vicinato attivi in Bassa Romagna.

 

Il terzo asse strategico riguarda infine l’innovazione , ovvero le politiche messe in campo pensando al futuro. Negli ultimi cinque anni sono stati realizzati oltre 30 corsi per l’alfabetizzazione digitale, nei quali sono state coinvolte 579 persone. L’indice smart della Bassa Romagna (ovvero l’indice che misura il posizionamento di un territorio rispetto allo sviluppo di connettività, capitale umano, uso di internet, integrazione delle tecnologie digitali per il business e servizi pubblici digitali) è 32, rispetto a una media regionale di 25. È cresciuto costantemente negli anni anche l’utilizzo del sito internet dell’Unione ( www.labassaromagna.it ), con gli utenti che sono passati da 70mila del 2014 a 160mila del 2018. È stato inoltre creato un social media team per lo sviluppo delle attività di comunicazione attraverso i social network Facebook e Instagram.

 

I Comuni della Bassa Romagna gestiscono insieme tutte le attività più complesse: sono 29 i servizi gestiti dall’Unione (10 funzioni fondamentali stabilite dalla legge nazionale, 4 funzioni stabilite dalla legge regionale e 15 funzioni volontarie conferite dai Comuni della Bassa Romagna).

Il personale negli ultimi 10 anni è stato ridotto di oltre il 20%, passando da 705 a 554 unità nel 2018; di pari passo, anche la spesa corrente (Unione e Comuni) è stata progressivamente ridotta ed è passata da 85.698.000 euro nel 2014 a 82.896.000 euro nel 2017 (ultimo dato disponibile).

Il 70% degli appalti in Bassa Romagna sono stati aggiudicati con criteri di qualità e non sulla sola logica del prezzo più basso.

 

 

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