Selvatico FANTASIA/FANTASMA inaugura a Fusignano sabato 10 novembre - Unione dei Comuni della Bassa Romagna

Vai ai contenuti principali
 
 
Sei in: Home » Unione dei Comuni » News » Selvatico FANTASIA/FANTASMA inaugura a Fusignano sabato 10 novembre  

Unione dei Comuni

 

Selvatico FANTASIA/FANTASMA inaugura a Fusignano sabato 10 novembre

 

Selvatico [tredici] 2018 Fantasia/Fantasma Pittura tra immaginazione e memoria A cura di Massimiliano Fabbri

1 > Fusignano• Museo civico San Rocco Andrea Chiesi / Daniele Galliano (Via Monti 5)• Centro culturale “Il Granaio” Marta Sesana / Giuliano Sale (Piazza Corelli, 16 - Corte Raffaello Baldini)
Inaugurazione sabato 10 novembre ore 1710.11.2018 – 20.1.2019 

Orari e aperture: sabato 15-18, domenica e festivi 10-12 e 15-188, 24, 31 dicembre e 6 gennaio 10-12 e 15-18; 25, 26 dicembre e 1° gennaio chiuso

Aperto anche su prenotazione

 

 

Selvatico [tredici] 2018 Fantasia/Fantasma Pittura tra immaginazione e memoria

Selvatico disegna una mappa che congiunge luoghi, musei ed edifici storici diffusi nel territorio romagnolo, intrecciando questa pluralità di spazi, e le storie contenute in essi, all’interno di una geografia e percorso espositivo che coinvolge e connette opere e artisti contemporanei, con una particolare attenzione rivolta qui alla pittura e a quella che sembra, a tutti gli effetti, una sua ennesima stagione felice. Non che la pittura sia mai stata abbandonata, o che questa fase rappresenti un ritorno inatteso a questo linguaggio dopo anni di silenzio e nascondimenti, anche se è evidente che da parte di una fitta schiera di giovani autori la pratica del dipingere è tornata a essere nuovamente centrale. E tangibile poi il moltiplicarsi vertiginoso di mostre che si impegnano a fare luce su questo mezzo e a scrutarlo e indagarlo, senza per questo poter mai scrivere la parola definitiva, trattandosi sempre e comunque di un linguaggio imprendibile e sfuggente proprio perché vitale.
Selvatico propone così, come è stato nelle sue ultime edizioni, a cui si ricollega come ripresa di un filo e discorso interrotti e sospesi, una serie di mostre che guardano principalmente alla pittura. E dall’esplorazione sulla pittura italiana riparte senza tralasciare al contempo alcune delle sue molte ramificazioni, ibridazioni e innesti con altre discipline tra cui disegno e scultura, fumetto e installazione, a ribadire la mobilità, vivacità e forza di questo mezzo, linguaggio, disciplina e mondo.

Cuore e centro del progetto è il Museo Varoli di Cotignola che, anche a partire dalla felice vicenda rappresentata dal cenacolo varoliano in bassa Romagna della prima metà del novecento, traduce questa esperienza e la riattualizza, allargando ed espandendo questa vocazione ostinata che mira a favorire, portare e coltivare l’arte in provincia, presenza inattesa ma necessaria, vitale e urgente. Lo fa guardando a piccole realtà, facendo rete, e segnalando sempre il suo sguardo periferico e il suo operare ai margini, una sorta di giusta distanza che diventa una delle chiavi per cercare di orientarsi, esplorare il presente, guardarsi intorno e rilanciare domande. Una provincia che sembra poter essere ancora, quasi resistente, o dimenticata, panorama e scenario disponibile all’incontro, al confronto e dialogo, anche a ribadire una caratteristica propria e specifica del territorio italiano tutto, vera e propria costellazione di piccoli centri che rende luoghi, paesaggi, presenze e testimonianze artistiche un prezioso unicum, indivisibile e fatto di diversità, cucito lentamente da scambi e rimandi, influenze e aperture. Un tessuto su cui Selvatico prova a innestare nuovi sguardi, quelli di una serie di artisti di varia provenienza geografica, tra giovani autori e altri più affermati e conosciuti, capaci di innescare una relazione fertile tra luoghi, opere e persone, tra il vicino e il lontano, tra una dimensione locale non arroccata o impaurita, né scimmiottante quel che avviene in città e nei grandi centri, e una nazionale.

 

Fusignano • Museo civico San Rocco Andrea Chiesi / Daniele Galliano • Centro culturale “Il Granaio” Marta Sesana / Giuliano Sale

A Fusignano luoghi, persone e cose. Il bianco e il nero, la luce e la tenebra. Notturni blu e viola. Desideri e distanze siderali, avvicinamenti improvvisi e vertigini dell'inquadratura; tavolozze esplose irradianti con tutti i colori belli e squillanti e molti. Teste che guardano e teste vuote; punti, buchi e volti ciechi. Occhi grandi. Gocce stelle di re inchiostro. Cieli e nuvole in perfette macchie sparse, quasi casuali. Ombre arcobaleno iridescenti. Psichedelie.Panorami, nebbie, invenzioni del paesaggio, foreste e cattedrali abbandonate; mappe, costellazioni animali, cattività e discipline della carne. Preghiere, sortilegi e pensieri stupendi. Il disegno. Pittura natura, pittura animale. Musica e danze di corpi. Echi di sensualità non del tutto perdute. Modelle in posa languida ancora. Maghi. Il teatro della pittura; in scena, pupazzi, giocattoli e burattini.Riflessi nervosi e movimenti involontari spastici. Meccanica anatomica. Quel che resta della fisiognomica. Paesaggio con o senza figura. Fantasmi. Cinema infinito.

Giuliano-Sale

Al Museo san Rocco, la pittura di Daniele Galliano (Pinerolo 1961) e Andrea Chiesi (Modena 1966) attiva un dialogo speculare e complementare nelle due ampie sale del primo piano di quello che era il vecchio ospedale di Fusignano, per convergere poi in un confronto diretto e serrato fatto attraverso il disegno nella piccola sala centrale che collega i due spazi più grandi e simmetrici dell'edificio. Quel disegno praticato da entrambi che è qui il luogo concreto dell'incontro e che attraversa anche, da un certo punto di vista, il loro modo di dipingere: nel gesto abbozzato e segno potente, nervoso, stenografico e veloce, senza traccia e diretto sulla tela di Daniele e, diversamente, nella precisione paziente, nella ripetizione mantra fatta di esattezza e meticolosa descrittività labirintica di Andrea.Una vicinanza che, pur negli esiti molto diversi e distanti dei due sguardi che compongono la mostra, è anche generazionale; a partire dalla pratica comune della pittura portata avanti dai due autori emersi negli anni 90 e che, pur nella estreme differenze che li separano e distinguono, trova una certa comune temperatura livida e notturna, quasi nerablu; un umore, se non un discorso, che può costituire certamente una delle convergenze e atmosfere comuni di questo incontro, così dentro al problema e necessità della rappresentazione da compiere infine quasi un capogiro che sfiora a tratti l'astrazione attraverso due percorsi opposti.Giocando un po' con uno dei grandi luoghi comuni della pittura, per il tipo di sguardo, pelle e modalità pittorica del gesto, si potrebbe dire veneziano o caravaggesco l'uno, fiorentino o fiammingo l'altro, pennellata che separa o sfuoca facendo indistinguibili luce e tenebra e corpi da una parte, linea e disegno e campitura con contorni perfetti che separano e tagliano dall'altra.E curioso poi come questa attitudine si rovesci totalmente nel disegno, diventando linea minerale e aggrovigliata in uno, e macchia sfaldata, stemperata, scivolante e acquatica nell'altro. E, a farli vicini anche, le collaborazioni con la scena del rock indipendente, a partire dall'etichetta “I dischi del mulo” e dall'incredibile momento e stagione fertile rappresentata da quel mondo che è ruotato intorno ai C.S.I. al Consorzio Suonatori Indipendenti e a tutta la scena seminale che sono stati capaci di creare, smuovere, stanare, sostenere e chiamare a raccolta; le copertine dei Marlene Kuntz di Daniele Galliano e quelle dei Taccuini fatte da Andrea Chiesi sono quindi, non troppo sottotraccia, un altro terreno comune che in qualche modo sta alla base di questa idea e di questo incontro e ritrovarsi, fatto da una parte da panorami industriali abbandonati e dormienti, macchina pesante e residuo di un altro tempo, di ferro e ruggine, capannoni industriali e prospettive di città ideale perduta, dall'altra costellazioni umane e animali rispondenti a leggi, movimenti e ordini per noi incomprensibili, rivoluzioni celesti, e una galleria archivio di piccole teste anonime, svuotate, incravattate, insensibili, ingiuriate, eroiche e ferite a fare da controcanto.

Marta-Sesana

E il dialogo non si esaurisce qui, ma si eleva in qualche modo a potenza nell'altro incontro di questa doppia mostra e doppia coppia presentata a Fusignano, ancora una volta funzionante per affinità elettive e divergenze narrative, in una relazione accesa e in parte stridente fatta dalla pittura misteriosa di Marta Sesana (Merate 1981) con quella altrettanto oscura e felice di Giuliano Sale (Cagliari 1977), due autori più giovani ma non meno talentuosi e potenti che si dividono l'ambiente del vecchio Granaio di Fusignano. E noi, dentro, circondati da una spietata e strabiliante galleria di teste, corpi, strani esseri, animali, apparizioni, paesaggi improbabili e scenari d'altri mondi; accerchiati e immersi in mondi freaks.Ritratti, corpi nudi e crudi, nature morte e illusioni, un alfabeto di generi e stagioni sbranato e ricomposto e fatto ancora a pezzi; pezzi assemblati e come esplosi, centrifughi centripeti, brandelli ricomposti allegramente o tragicamente come in un collage mentale in cui affiorano echi della storia dell'arte tutta, mescolati liberamente e in maniera, a tratti debitrice, a tratti irriverente. Pittura schizofrenica che non si arrende all'unicità e alla comprensibilità e, soprattutto, alla specializzazione e riconoscibilità immobile imposta, ma che cerca costantemente di risanare ferite e strappi, producendo nuovi tagli e lacerazioni, ricucendo amorevolmente, innescando memorie più o meno lacunose, gorghi, voragini e visioni di anatomie belle; e facendo i conti con una pittura che prende il sopravvento e dirige il discorso, o lo fa deviare e scartare, come impazzita e fuori controllo, talvolta addomesticata. E poi i giocattoli, o i personaggi di un cartone animato delirante, inquietanti caramelle gommose giganti che si muovono nella vita vera e trasformano tutto facendolo morbido e un po' cattivo o malinconico; pittura cinema, e noi affacciati davanti a una finestra a immaginare e vivere altre storie, catapultati come esploratori, guardanti e guardati; in attesa dell'invasione barbarica multicolor. Archeologie. Favole surreali o fatti realmente accaduti filtrati nel ricordo che è sempre distorto, dolce e acido, tenero e pauroso contemporaneamente. Fraintendimenti culturali e del linguaggio. Etnologia. Bellissimo mondo finalmente credibile e accessibile, qui e ora. Esotico. Desiderio palpabile. L'avventura finalmente.

Così, oltre a un confronto generazionale tra quattro straordinari pittori, questa doppia mostra si fa davvero specchiante con il tema che la governa e chiama, una specie di dualità o opposizione convergente: da una parte una pittura quasi in bianco e nero, di fantasmi e ombre, dall'altra il colore acceso e saturo, e la fantasia strabordante che costruisce e smonta l'immagine frammentandola in un caleidoscopio di visioni forti, violente, felici e incomprensibili, surreali, drogate e sognanti. Quali sono i fantasmi? Dove la fantasia? Un sogno dentro al sogno, e la possibilità, facile, che tutti si capovolga...Una certa dimensione notturna poi attraversa tutti e quattro, tra luci livide e al neon, e tenebre che si mangiano in parte la visione, le presenze mute e il panorama, inghiottendoli e spuntandoli fuori sempre estranianti ed estraniati. La rappresentazione, dolorosa e grottesca. E il punk ancora, ma gentile ed esatto, quasi come felice; e una mostra in cui si fronteggiano e stratificano le risonanze di una pittura mondo: pittura coraggiosa, con quasi storie dentro. Rosa.

Selvatico [tredici] 2018 Fantasia/Fantasma Pittura tra immaginazione e memoria
1 > Fusignano • Museo civico San Rocco Andrea Chiesi / Daniele Galliano• Centro culturale “Il Granaio” Marta Sesana / Giuliano SaleInaugurazione sabato 10 novembre ore 17 / 11.11.2018 – 20.1.2019 

2 > Cotignola Museo civico Luigi Varoli Inaugurazione sabato 24 novembre ore 16 / 25.11.2018 – 27.1.2019 
• Palazzo Sforzapiano terrasala 1 - Juan Carlos Ceci, Enrico Tealdi, Rosario Vicidominisala 2 - Sabrina Casadei,  Beatrice Meoni, Julie Rebecca Poulainsala 3 - Manuel Portioliprimo piano, pinacoteca Riccardo Cavallinisecondo piano Silvia Argiolas, Giovanni Manunta Pastorello, Agnese Guido, Andrea Fiorino• Spazio corso Sforza 27 Elisa Filomena, Azadeh Ardalan• Casa-studio Luigi Varoli Francesco Bocchini• Palazzo Pezzipiano terraStefano W. Pasquini / Angelo Bellobono Marco Bettio - Ettore Pinelli / Giorgio Pignotti - Francesco Cuna primo pianoAmandine Samyn  / Giulio Saverio Rossi / Andrea Grotto – Barbara De Vivi Paolo de Biasi – Luca Moscariello / Benedetto di Francesco – Giuliano GuattaSimone Luschi 

3 > Ravenna VIBRA Spazio contemporaneo di idee Gio Pistone / Nicola AlessandriniInaugurazione venerdì 7 dicembre ore 18.30 / 8.12.2018 – 13.1.2019 

 

 

Info:

Comune di Fusignano

Urp 0545 955 653 / 668 

urp@comune.fusignano.ra.it / www.comune.fusignano.ra.it

Comune di Cotignola

0545 908 879 / 320 43 64 316 / fabbrim@comune.cotignola.ra.itwww.museovaroli.it / www.facebook.com/luigi.varoli.cotignola

 
Pieghevole Fusignano (1.472kB - PDF)

 

Pieghevole Generale (676kB - PDF)

 

 

Servizi per fasce d'età e di interesse

 
 

Come fare per

 
 
Esprimi il tuo parere sulla pagina
 
 
Il contenuto di questa pagina risponde alle tue aspettative*
Si
No, e ti dico il perchè
 
Dettagli
 
Nome e cognome