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Ultimi giorni per richiedere i contributi per la frequenza dei centri estivi

C’è tempo fino alle 23:59 di venerdì 31 luglio per richiedere i contributi previsti dal progetto regionale “Conciliazione vita-lavoro”, per sostenere le famiglie che avranno la necessità di utilizzare i centri estivi per bambini e ragazzi nella fascia di età compresa tra i 3 e i 13 anni.

 

La finalità del progetto, finanziato con risorse del Fondo Sociale Europeo, è quella di favorire l’accesso a servizi che favoriscono la conciliazione vita-lavoro nel periodo estivo di sospensione delle attività scolastiche.

 

L’Unione ha già approvato l’elenco dei centri estivi aderenti al progetto (comprensivo di quelli gestiti direttamente dall’Ente Locale) presso i quali le famiglie, che intendono presentare domanda all’Unione per l’assegnazione del contributo, potranno iscrivere i bambini e i ragazzi.

 

Il progetto prevede l’erogazione di un contributo economico settimanale fino a 112 euro , fino a un massimo di contributo erogabile per bambino di 336 euro. L’eventuale minor spesa sostenuta per settimana rispetto al massimale previsto di 112 euro potrà consentire l’ampliamento del periodo di frequenza del bambino al centro estivo.

Pertanto il contributo massimo erogabile a bambino pari ad 336 euro può coprire il costo di un numero variabile di settimane a seconda del costo settimanale del centro estivo frequentato.

Il contributo del Progetto regionale conciliazione vita-lavoro è cumulabile con qualsiasi altro contributo pubblico e/o privato. La somma dei contributi per lo stesso servizio non deve però mai essere superiore al costo totale del centro estivo.

 

I destinatari sono i bambini e i ragazzi nella fascia di età compresa tra i 3 e i 13 anni con un Ise e fino a 28 mila euro in cui entrambi i genitori (o uno solo, in caso di famiglie monoparentali) siano in una delle seguenti condizioni: occupati (ovvero lavoratori dipendenti, parasubordinati, autonomi o associati), lavoratori in cassa integrazione, in mobilità oppure disoccupati che partecipino alle misure di politica attiva del lavoro definite nel Patto di servizio.

Anche nel 2020 possono fare richiesta le famiglie in cui solo uno dei due genitori è in una delle condizioni sopra indicate in quanto l’altro genitore è impegnato in modo continuativo in compiti di cura, valutati con riferimento alla presenza di componenti il nucleo familiare con disabilità grave o non autosufficienza, come definiti ai fini ISEE.

 

L’Unione offre un servizio di consulenza alle famiglie per la presentazione delle domande.

 

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