Un marchio “SLOT FREE” contro il gioco patologico - Unione dei Comuni della Bassa Romagna

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Un marchio “SLOT FREE” contro il gioco patologico

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È partita la fase operativa del Piano integrato per il contrasto, la prevenzione e la riduzione del rischio di dipendenza dal gioco patologico 2014-2016 della Regione Emilia-Romagna . Il Piano prevede il coinvolgimento dei Comuni e degli esercizi commerciali per la diffusione di un apposito marchio, una vetrofania con il marchio “Slot Free ER” (e lo slogan: “Dove il gioco d’azzardo non c’è si vive meglio”), da esporre in bella vista nei locali che aderiranno. In questo modo, i cittadini possono riconoscere e scegliere un locale dove non ci sono slot machine o totem per il gioco on line.

 

Per ottenere il marchio  è sufficiente compilare l'apposito modulo, scaricabile da questa pagina e farlo pervenire allo Sportello Unico per le Attività Produttive (SUAP) dell'Unione dei Comuni della Bassa Romagna, preferibilmente via Pec all'indirizzo pg.unione.labassaromagna.it@legalmail.it  via fax al n° 054538371 o consegnato personalmente presso gli sportelli centrali in piazza Trisi 4 a Lugo o presso i Comuni.

 

Per gli esercenti che aderiranno, esporre il marchio significherà che nel proprio locale non sono mai stati installati apparecchi da gioco (SLOT MACHINE, VLT, Totem telematici od apparecchi simili) che permettono vincite in denaro oppure che gli apparecchi che erano presenti sono stati disinstallati.

 

L'iniziativa si inserisce nel programma di attività già avviate negli anni passati, sia dall'Unione dei Comuni della Bassa Romagna sia a livello regionale, per contrastare il fenomeno crescente del gioco patologico. Nel 2013 la Bassa Romagna ha infatti avviato una corposa campagna di sensibilizzazione sull'argomento, portando il tema all'attenzione della cittadinanza tramite l'adesione al “Manifesto dei Sindaci per la legalità contro il gioco d’azzardo” e alla campagna di raccolta firme “1000 piazze contro il gioco d’azzardo”, per sottolineare la necessità non solo di una nuova legge quadro nazionale sul gioco d’azzardo, ma anche di leggi regionali specifiche e dell'opportunità di conferirne ai Sindaci il potere di programmazione, controllo e ordinanza sui temi del gioco d'azzardo.

 

In Emilia-Romagna, nel 2013, questo fenomeno (che ha prodotto un fatturato di circa 6 milioni di euro) ha comportato l’assistenza di 1.102 persone da parte dei SerT delle Aziende Usl. Un dato, questo, fortemente in crescita; si stima, inoltre, che i giocatori totali siano circa 10mila.

 

Il gioco d’azzardo è la terza industria italiana, con circa 80 miliardi di fatturato pari al 4% del Pil nazionale, 5.000 aziende, 120.000 addetti, 400.000 slot machine, 6.181 punti gioco autorizzati, oltre il 15% del mercato europeo e oltre il 4,4% del mercato mondiale, il 23% del mercato mondiale del gioco online. Nel 2011 sono stati giocati 79.814 miliardi di euro, 70.262 miliardi nei primi 10 mesi del 2012, il 12% della spesa delle famiglie italiane. Sono 15 milioni i giocatori abituali, 2 milioni quelli a rischio patologico, circa 800.000 i giocatori già malati. Sono necessari 5-6 miliardi l’anno per curare i dipendenti dal gioco.

 

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