L’Unione aderisce alla campagna «Non mi arrendo» per dire no a tutte le mafie

Gli amministratori hanno firmato il «Lenzuolo della legalità» legato al film di Ettore Zito, dedicato ex ispettore della Dia Pippo Giordano
Data:

09/10/2026

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  • Comunicato stampa
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Descrizione

I sindaci e i vicesindaci dell’Unione dei Comuni della Bassa Romagna hanno firmato questa mattina, giovedì 8 ottobre 2026, a Lugo il «Lenzuolo della legalità», simbolo della mobilitazione pubblica itinerante che sta attraversando l’Italia, per ribadire un forte no alla mafia. L’iniziativa si lega al docufilm «Non mi arrendo! La mafia non è un film» di Ettore Zito, dedicato al lavoro investigativo e alla testimonianza civile di Pippo Giordano, la cui realizzazione è stata patrocinata anche dall’Unione.

Il progetto «Non mi arrendo» va però oltre la dimensione e la diffusione del film, che racconta la storia dell’ex ispettore della Dia (Direzione Investigativa Antimafia) nella Palermo mafiosa degli anni più feroci, divenuto poi collaboratore di Falcone e Borsellino, oltre che testimone diretto di una delle pagine più difficili della storia d’Italia. La campagna mira a creare una rete di comunità che connetta scuole, istituzioni, associazioni, artisti, aziende, produttori e territori in tutta Italia, uniti nel dare un segnale concreto di opposizione a tutte le mafie e ad ogni forma di illegalità e violenza.

L’apposizione di una firma sul grande «Lenzuolo della legalità» richiama l’eredità dello storico movimento dei lenzuoli nato a Palermo nel 1992, per testimoniare l'impegno quotidiano contro l’illegalità. «Siamo partiti dal Comune di Casagrande, nel reggiano - racconta il promotore del progetto, nonché regista del docufilm, Ettore Zito - e raccoglieremo progressivamente le firme di istituzioni civili, militari, realtà sportive, amministrazioni locali ma anche studenti e cittadini comuni, durante un viaggio fatto di proiezioni mirate, iniziative scolastiche e incontri divulgativi. Al termine del viaggio, il lenzuolo entrerà a far parte del museo Falcone-Borsellino di Palermo, come una raccolta di voci che messe insieme diventeranno un grido per dire no alla mafia».

«Ho sposato immediatamente questo progetto - ha spiegato Emanuela Bassi, assessora alla Legalità del Comune di Forlì che ha promosso l’iniziativa in Romagna - per il suo significato storico, la capacità di mantenere viva la memoria e il messaggio incisivo che rivolge soprattutto alle nuove generazioni. Pippo Giordano in un momento storico difficile per la Sicilia, scelse di stare dalla parte della legalità e dello Stato. I suoi racconti hanno un potere magnetico per i ragazzi e lasciano un potente messaggio di giustizia e legalità, invitando le nuove generazioni a cercare di raggiungere i propri obiettivi senza scorciatoia».

«Aderire a questo progetto e firmare il "Lenzuolo della legalità" non è un semplice atto formale - spiegano i sindaci dei nove Comuni della Bassa Romagna -. La firma che abbiamo apposto a fianco dei messaggi di altri amministratori e rappresentanti delle Forze dell’ordine, oltre che della prima firmataria Lucia Borsellino, simboleggia l'assunzione di una responsabilità collettiva e l'impegno quotidiano a non voltarsi dall'altra parte. Anche un territorio e ancorato a solidi valori civili ed economici come il nostro non è immune a fenomeni di infiltrazione mafiosa. La criminalità organizzata evolve come il resto delle cose e mantenersi vigili è un dovere primario e costante degli amministratori e di tutti i corpi intermedi della società. Altrettanto importante è diffondere la cultura della legalità, in primis nelle nostre scuole. L’obiettivo è trasformare la memoria storica in azione civile e la scelta di sottoscrivere come amministratori l’adesione a questa campagna non avrebbe potuto essere più condivisa e collegiale».

Ultimo aggiornamento

Ultimo aggiornamento: 09/10/2026 13:30

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